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LIBERA BIELLA – 70° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE DI NICOLO’ AZOTI

70° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE DI NICOLO’ AZOTI

 “In più di vent’anni di Libera ho conosciuto tante persone che hanno vissuto quello che racconta Antonina Azoti. Persone che mi hanno dato tanto, fatto toccare con mano la dignità e la forza d’animo di cui è capace un essere umano quando la sua vita precipita nel buio di un dolore incolmabile. E che mi hanno fatto capire cosa sono le mafie. Certo è importante studiarle, documentarsi, approfondire. Ma la violenza e la disumanità delle organizzazioni criminali, le si coglie appieno conoscendo chi ne è stato colpito negli affetti più cari, schiacciato da una sofferenza che non chiede solo ascolto, ma anche – accade purtroppo nella maggior parte dei casi – verità e giustizia.Don Luigi Ciotti

 

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Con queste parole tratte dalla prefazione di Don Ciotti al libro “Ad alta voce” storia del lento e orgoglioso percorso di riscatto di Antonina, Pinuccio e della loro madre (scritto appunto dalla figlia Antonina), Libera Biella vuole ricordare l’uccisione del sindacalista Nicolò Azoti avvenuta il 21 dicembre 1946 e di cui cade il 70° anniversario mercoledì prossimo.

Il libro “Ad alta voce” racconta la vita della famiglia Azoti dai tempi della povertà, a seguito dell’uccisione del padre, al lavoro come maestra di Antonina, dopo tanti sacrifici, fino al giorno in cui, davanti a tutta Palermo radunata per onorare la morte del giudice Falcone, Antonina sale su un palco e racconta ad alta voce l’orgoglio di essere figlia di Nicolò Azoti, caduto per promuovere i diritti dei braccianti, dimenticato insieme ad altri trentanove sindacalisti uccisi nell’immediato dopoguerra. È l’inizio del processo di riabilitazione pubblica del padre. Nel suo libro Antonina parla soprattutto dell’uomo che tanto presto mancò alla sua giovane moglie e della famiglia resa orfana. Racconta la notte del delitto vissuta da due bambini in tenerissima età, la sua sofferenza e la sue triste infanzia nel tentativo continuo di instaurare un rapporto, anche solo immaginario, con un padre che tutti le avevano fatto credere colpevole della sua stessa fine, per non essersi fatto i fatti suoi.

Antonina con questo libro recupera suo padre da quella terra dell’oblio nella quale era stato relegato e lo precisa con lucida chiarezza  quando afferma: “… col passare del tempo mi rendevo conto che tale memoria non poteva e non doveva restare un fatto privato e personale. L’uccisione di mio padre non era stato una caso di regolamento di conti, ma andava inscritta in un progetto criminale molto più ampio: azzerare i cambiamenti e distruggere, sul nascere, quei principi di giustizia e democrazia che avrebbero dato dignità ai lavoratori

A Biella nel 2007, al Vaglio Rubens, grazie ai percorsi sulla memoria svolti in quegli anni, nasce il Presidio di Libera che prende un doppio nome: “Elisa Springer e Nicolo Azoti”. La prima sopravvissuta all’inferno di Auschwitz e il secondo vittima della mafia.

Non possiamo tralasciare il ringraziamento di Antonina al Presidio di cui riportiamo uno stralcio: “La fondazione del Presidio di Libera “Elisa Springer – Nicolò Azoti” è per tutti la dimostrazione concreta e tangibile del valore che voi date alla Memoria. Per questo vi sono e vi sarò grata, adesso e sempre. Che io, figlia, sia impegnata perchè Nicolò Azoti (e gli altri) sia conosciuto, ricordato e consegnato alla storia, dopo oltre mezzo secolo di non conoscenza o, peggio, di voluta dimenticanza, è normale, direi, naturale.

Che siate voi, studenti di Biella (e non di Palermo) a sposare la stessa causa attraverso un’iniziativa nata e realizzata da voi nel lontano Piemonte, dimostra che avete scelto un percorso di crescita che fa vostro lo stesso obiettivo. E questo è eccezionale !!! Grazie ragazzi, rappresentate una realtà fuori dal comune.”

Domenico Cipolat – Referente Libera Biella

Maria Luisa Bonicatti – Referente del Presidio Springer – Azoti

 

NICOLO’ AZOTI –

 Nicolò Azoti nacque a Ciminna in provincia di Palermo, il 13 settembre del 1909 da Melchiorre e da Orsola La Dolce ed era il quarto di sette figli.

Nel 1917, quando la sorella maggiore Ninetta fu chiamata a svolgere la professione di ostetrica o Baucina, tutta la famiglia si trasferì mettendo radici nella nuova residenza. Nel 1918, quando il padre morì Nicolò era un bambino di appena nove anni. Nonostante la giovanissima età era già in grado di eseguire brani musicali da solista con diversi strumenti ed il maestro del corpo bandistico di Baucina, Francesco Genovese, doveva tenerlo alto sulle braccia perché raccogliesse gli applausi della folla incredula.

Si dedicò all’ebanisteria, attività che gli permetteva di soddisfare la sua creatività. Era un uomo eclettico e ricco di interessi: musica, canto, sport fisico, caccia, lavoro e amici riempivano la sua vita. Partecipò alla seconda guerra mondiale e alla colonizzazione dell’Africa. Nel 1939 sposò Antonina Mauro da cui ebbe due figli:Giuseppe ed Antonella.

Fu proprio in quegli anni, in quei difficili anni ’40 che il suo impegno si concentrò sulle condizioni di vita dei contadini e dei lavoratori in genere, impegnandosi per la riforma agraria in Sicilia, auspicando leggi più giuste che riconoscessero e garantissero, ai lavoratori, diritti e dignità fino ad allora negati e calpestati.

Divenne Segretario della Camera del Lavoro di Baucina, fondò l’ufficio di collocamento, progettò lo costituzione di cooperative agricole.

Ma le sue idee innovative e rivoluzionarie troppo contrastavano con il consolidato sistema feudale che in esse vide un’insidia pericolosa. Pertanto, come sarebbe stato fatto per altri sindacalisti, fu colpito la sera del 21 Dicembre del 1946 alle ore 23 circa, mentre, accompagnato da due amici, percorreva la strada che dalla Camera del Lavoro lo portava a casa.

Morì dopo due giorni di agonia lasciando la moglie trentenne e i figli in tenerissima età.

17 OTTOBRE 2016 – GIORNATA MONDIALE CONTRO LA POVERTA’ – LIBERA BIELLA

LA LOTTA ALLA POVERTÀ È INNANZITUTTO UNA LOTTA CONTRO LE DISUGUAGLIANZE.

E fondamentale arginarla.01_gm_poverta_2016_lok_a4_new

Nel mondo i dati elaborati da OXFAM indicano che alla fine del 2016, l’1% della popolazione mondiale possiederà più del restante 99%. Un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno e 1 su 9 non ha nemmeno abbastanza da mangiare.

In Italia dal recente rapporto sulla povertà pubblicato da Caritas emerge che da sette anni è in aumento esponenziale: “si è passati, infatti, da 1,8 milioni di persone povere nel 2007 (il 3,1% del totale) a 4,6 milioni del 2015 (il 7,6%)”.

Caritas denuncia la “presenza quantitativamente significativa dell’indigenza” precisando che “non è più circoscritta solo ad alcune sue componenti ma oggi tocca l’intera società italiana”.

“Nonostante questo – rileva il Rapporto – il nostro Paese resta l’unico in Europa insieme alla Grecia ancora privo di una misura nazionale universalistica contro la povertà assoluta rivolta a chiunque si trovi in questa condizione”.

Su questo del reddito minimo ci confronteremo lunedì sera alle 20,44 presso la casa dei Popoli e delle culture di Via Novara 4 a Biella, in concomitanza con la Giornata mondiale per l’eradicazione della povertà nel mondo proclamata dall’ONU.

Libera Biella

 

LIBERA …. TI dal gioco d’azzardo

PERCHE’ MARTEDI 4 OTTOBRE 2016 A CANDELO PARLEREMO DI GIOCO D’AZZARDO ?

Perchè fra i paesi che giocano, l’Italia occupa il primo posto in Europa e il terzo al mondo.

Perché negli ultimi anni il fenomeno del gioco d’azzardo ha subìto un netto incremento sul fronte della spesa e dell’offerta proposta dallo Stato.

Perché lo Stato, attraverso il gioco d’azzardo incassa considerevoli somme. Si passa dai 47,5 del 2008 agli 88,5 miliardi di euro del 2012, a cui si contrappone un’inversione di tendenza, probabilmente causata anche dall’attuale crisi economica, che fa scendere il gettito a 84,7 miliardi di euro nel 2013 e a 84,5 miliardi nel 2014 con una ripresa pari a 88,5 nel 2015. Nelle casse del Tesoro è entrata negli ultimi anni una percentuale pari a circa l’8-9% dell’incasso annuale. Introito mediamente pari a circa il 5% del PIL nazionale.

Perché attorno a questa grosse cifre agiscono, indisturbati decine di clan della criminalità organizzata.

Libera Biella – Presidio Springer Azoti

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21 MARZO – LIBERA BIELLA

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La mafia NON è accoglienza.

 La mafia si ciba di chi è in situazione di vulnerabilità.

La mafia si ciba di chi non ha diritti sociali.

La mafia fa affari sfruttando chi non può viaggiare legalmente.

La mafia fa affari nella continua emergenza immigrazione.

La mafia sfrutta chi è irregolare.

La mafia guadagna su chi non ottiene un permesso di soggiorno.

La mafia è una montagna di merda e spetta al nostro impegno togliere le strutture e le leggi che la reggono.

Spetta a noi fare la vera accoglienza.

Spetta a noi promuovere i diritti sociali delle persone. Di tutte le persone.

Spetta a noi fare lo zoom nella foto e guardare che ciascuna delle persone sul barcone ha un volto diverso e unico.

 Spetta a noi fare informazione vera e corretta.

Spetta a noi chiamare le persone per nome, non solo le vittime innocenti ma chi vive e spera in un futuro migliore.

 Questo è il  rinnovato ‪‎impegno nel primo giorno di primavera di 120 giovani biellesi e 30 rifugiati.

link al video

https://www.facebook.com/Libera-Biella-1565627253660840/

 

LIBERA BIELLA – 100 PASSI VERSO 21 MARZO

I GIORNI DELLA CONSAPEVOLEZZA – 10 MARZO – GIAN CARLO CASELLI DIALOGA CON GLI STUDENTI
In cammino verso la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie .
VENERDI 18 MARZO BIELLA FIACCOLATA ORE 20,30
LUNEDI 21 MARZO TORINO GIORNATA MEMORIA E IMPEGNO

LOCANDINA CASELLI

 

LIBERA BIELLA “UN SOLO MONDO UN SOLO FUTURO” 105 docenti aderiscono al corso di formazione

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Due sono i progetti che, in questi mesi, Libera Biella ha attivato in preparazione del 21 marzo 2016. Entrambi si avvalgono di vari contributi fra i quali quello della Camera di Commercio di Biella.

Il primo progetto si chiama “I GIORNI DELLA CONSAPEVOLEZZA” ed è sviluppato in collaborazione con la Consulta delle scuole superiori e l’lstituto per la Storia della resistenza di Biella e Vercelli. Si articola su tre giornate: il 27 gennaio, il 10 febbraio ed il 21 marzo. L’obbiettivo, attraverso iniziative concrete di mobilitazione, è quello di sensibilizzare gli studenti sui valori fondanti la convivenza civile: rispetto della dignità umana, rifiuto di ogni totalitarismo e di ogni forma di razzismo, difesa delle libertà, della democrazia e della legalità, contrasto alla criminalità organizzata.

Il secondo progetto si chiama “UN SOLO MONDO UN SOLO FUTURO”. E’ un corso di formazione, rivolto al mondo della scuola, che Libera Biella, realizza in rete con Caritas e CISV. E’ partito in queste settimane e prova ad affrontare il delicato tema dell’accoglienza dei migranti sul nostro territorio rivolgendosi sia agli studenti che ai docenti. Grazie ai formatori di Libera e di Caritas, l’accoglienza dei profughi si impara a scuola.

Il percorso rivolto agli studenti a sua volta è doppio. Con gli studenti più piccoli diventa un gioco di ruolo con tanto di pedine e cartina geografica per capire meglio i flussi migratori mentre per gli studenti delle superiori l’approccio passa attraverso l’esame di dati, motivazioni e flussi migratori che permettono di comprendere meglio lo stretto intreccio fra povertà, mafie e migranti.

Il percorso rivolto agli insegnanti invece ha lo scopo di esaminare i numerosi risvolti del problema (povertà – migrazione – mafie) fornendo gli strumenti didattici che permettano agli insegnanti di affrontare con maggiori conoscenze il tema nelle classi.

Sia per gli studenti che per gli insegnanti il corso di formazione è scandito su tre incontri, con modalità ovviamente differenti

L’obiettivo è quello di illustrare la complessità delle dinamiche che interessano il fenomeno dell’immigrazione, spiegando sia quanto sta accadendo a livello internazionale e nazionale, sia quanto sta accadendo sul nostro territorio. Sono previste significative testimonianze di alcuni giovani rifugiati.

Entrambi i progetti vedranno la presenza finale di Tiberio Bentivoglio, vittima di giustizia, e quella dell’ex – magistrato Gian Carlo Caselli in preparazione del 21 marzo – XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno di Libera.

CALORE UMANO–Libera Biella–Presidio Springer Azoti

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“CALORE UMANO” 2° CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ

LIBERA BIELLA – PRESIDIO SPRINGER AZOTI

“Calore Umano” è una campagna di promozione delle arance di Libera Terra a 3 € il kg che consente, a chi aderisce, di esercitare una doppia solidarietà.

Da un lato sostenere, (con 1,5 €) la Cooperativa calabrese Valle del Marro del circuito di Libera Terra che coltiva terreni confiscati alla criminalità organizzata, dall’altro sostenere (con 1,5€) Caritas Biella ad accogliere le donne in condizioni di marginalità presso il dormitorio di Casa Torrione, in Via Rosselli. Questa solidarietà si ripete nel nostro territorio per la seconda volta con la distribuzione di 1334 kg di arance presso la sede di Libera Biella che inizierà domenica 20 dicembre.

La campagna è certamente anche il frutto di una significativa esperienza vissuta quest’estate da alcuni componenti del Presidio Springer Azoti di Libera Biella che hanno partecipato ad un campo di lavoro di E!state Liberi in Calabria, a Ciro’ in provincia di Crotone dal 19 al 26 luglio.

Ognuno di noi ha dato il proprio contributo ad un piccolo intervento di risistemazione all’interno di una proprietà di 10 ettari di terreno confiscato al clan della ‘ndrangheta dei Farao – Marincola, in località Cirò affidato in gestione ai giovani soci della Cooperativa Sociale Terre Joniche di Libera Terra. Uno di questi terreni necessitava di interventi per la messa in sicurezza attraverso la realizzazione di una recinzione.

I giovani che hanno partecipato al campo hanno scritto diverse riflessioni nel merito, ne riportiamo una, particolarmente significativa e scritta da Stefano uno studente di 16 anni.

Era il 19 luglio, stavamo per arrivare a Cirò. Mancava veramente poco. Lungo il tragitto i responsabili della Cooperativa Terre Joniche iniziano scherzosamente a metterci davanti agli occhi la cruda realtà. Cirò, un paesino apparentemente innocuo e tranquillo si trasforma nelle nostre menti in uno dei paesi con la maggior densità ‘ndranghetista della Calabria.

Nei giorni successivi noto, negli anziani del posto, sguardi consumati dalla disperazione, costretti e forse rassegnati a vivere nell’omertà per tutta la vita. Sguardi ormai arresi ma che imploravano aiuto e che mi davano la forza per proseguire nella mia lotta in nome della giustizia.

Penso che per raggiungerla occorra migliorare prima di tutto se stessi e imparare ad offrire aiuto al prossimo, senza pretendere nulla in cambio.

In quella settimana ho contribuito a costruire una recinzione che divide i terreni confiscati da quelli ancora in possesso della ‘ndrangheta. Avevo la sensazione di potere concretamente fare qualcosa nel verso giusto: “mettere una recinzione tra legalità e illegalità”.

Non ho preteso nulla in cambio, anzi ho imparato il vero significato di quest’esperienza: fare del bene. Quel genere di bene spontaneo che ti fa amare la vita, che ti appaga, che ti fa apprezzare le piccole cose fatte col cuore e che, cosa ancor più importante, mi dà e ci dà la forza di continuare la nostra battaglia.

Mi ha accompagnato un costante silenzio interiore che mi ha permesso di prendere consapevolezza delle vicende che accadono e sono accadute a Cirò. Credo che per poter combattere il male, sia necessario trovare “giustizia” dentro se stessi. Capire che siamo vivi e che possiamo, quotidianamente, esercitare il nostro impegno per un mondo migliore.

Stefano – 16 anni

MISERIA LADRA BIELLA

“La povertà non è una definizione, non è solo una fredda statistica: è una condizione di sofferenza e privazione che riguarda la vita di un numero crescente di persone e di famiglie” – Don Luigi Ciotti

SABATO 17 OTTOBRE 2015

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA POVERTÀ

Giornata istituita dall’ONU a ricordo del 17 ottobre 1987, quando più di centomila persone si riunirono al Trocadéro di Parigi, dove fu firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948, per ricordare le vittime della povertà estrema, della violenza e della fame. Insieme proclamarono che la povertà è una violazione dei diritti umani e affermarono la necessità di unirsi per assicurare il rispetto di questi diritti.

Con quello spirito e con quel desiderio di “CAMMINARE INSIEME CONTRO LA POVERTÀ”, il 17 ottobre alle ore 17.00 LIBERA BIELLA e CARITAS, insieme a numerose realtà locali si ritrovano al “Cantinone” della Provincia per confermare l’impegno affinchè ad ogni essere umano sia assicurata una vita dignitosa.

Apriranno la Giornata i ragazzi della 3B dell’’istituto Comprensivo Biella 3 che, attraverso uno spettacolo teatrale, si sono messi in gioco denunciando le molteplici facce delle povertà che colpiscono le figure deboli ed emarginate della società.

Seguirà l’intervento di un rifugiato del Mali.

Conclude l’incontro il Direttore di Caritas Biella Don Giovanni Perini. LOK_C_17OTTOBRE2015_A3PLUS

MISERIA LADRA

# MISERIA LADRA #

La povertà ruba la speranza, la dignità ei diritti –

Dalla crisi si esce assieme, aiutiamoci a farlo.

I ragazzi della classe seconda media sezione B dell’Istituto comprensivo “Biella 3”, mercoledì 10 giugno 2015, ci sono riusciti. Grazie alla loro freschezza, semplicità, allegria ma anche alla loro profondità hanno saputo rendere concreta la riflessione che “dalla crisi si esce assieme, aiutiamoci a farlo”, sottotitolo della campagna MISERIA LADRA di contrasto alla povertà promossa da LIBERA.

E lo hanno fatto davvero “assieme”, con uno spettacolo di 45 minuti che prende il titolo dalla Campagna “MISERIA LADRA” ed all’interno del quale, affrontando con delicatezza un tema non semplice come quello della povertà, ognuno dei 24 studenti ha avuto modo di esprimersi collegandosi alla vicende personali e trovando, nel gruppo, un proprio spazio e una propria identità.

Senza sosta, con un ritmo incalzante, con la naturale incertezza dei loro tredici anni, aiutandosi l’uno con l’altro, guidati dalla Prof.ssa Manuela Santoro, hanno saputo tenere alta l’attenzione, trasmettendo, con semplicità ma anche con profondità, emozioni su emozioni, ad un pubblico attento e silenzioso, quasi incredulo dinnanzi alla serena serietà di questi ragazzi.

LOK_01_LTLo spettacolo, voluto scritto e messo in scena dalla classe 2B, rientra nel percorso formativo che Libera Biella ha proposto ad un gruppo di insegnanti all’inizio dell’anno scolastico 2014-2015.

Le tematiche suggerite erano diverse e fra queste, ovviamente, un posto particolare era riservato a quello della povertà del quale gli alunni del “Biella 3” hanno voluto e saputo analizzarne le varie facce.

Lo spettacolo inizia con una breve introduzione durante la quale ogni allievo declinava "cos’è per me la povertà". Purtroppo ne riportiamo solo tre:

“La povertà è la punizione per un crimine non commesso”;

“La povertà è non essere in armonia con chi ti sta intorno”

“La povertà è non avere dignità”

Si sono susseguiti 4 quadri narrativi:

– la povertà è avere un’infanzia difficile: la storia di Amid

– la povertà è non avere diritto all’istruzione: la scuola o la scarpa?

– la povertà è non avere diritto di essere curati: la storia di Maria Bonino

– la povertà è non avere nulla da mangiare: la povertà è nostra vicina di casa

Al termine "vivere è…." Cosa vuol dire vivere in un mondo "non facile".

Anche in questo caso purtroppo ne riportiamo solo tre:

Vivere è amare

Vivere è aiutarsi a vicenda

La vita è la cosa più bella del mondo. Splende di colori. È come un girotondo.

LOK_02Concludiamo infine con alcune considerazioni di Francesca, un’alunna della classe 2B:

“Abbiamo studiato la situazione dei paesi più poveri del mondo: abbiamo letto vari brani relativi a questo che ci hanno permesso di conoscere tante storie lontane dalla nostra realtà quotidiana.

Abbiamo letto il libro di Tahar Ben Jelloun “La scuola o la scarpa?” e abbiamo visto il docufilm di Pascal Plisson dal titolo“Vado a scuola”.

Poi però abbiamo indagato la situazione della povertà nel nostro paese e nella nostra città.

Per questo abbiamo incontrato una responsabile della Caritas di Biella che ci ha presentato quello che accade intorno a noi.

E’ stato tutto molto interessante"

Lo spettacolo “MISERIA LADRA” promosso dall’I.C. Biella 3 è un’esperienza che LIBERA BIELLA vorrebbe valorizzare, ovviamente all’inizio del prossimo anno scolastico, logicamente d’intesa con la scuola, gli insegnanti e soprattutto con i ragazzi.

Cordialmente

Domenico Cipolat – referente Coordinamento Libera Biella

BIELLA – XX GIORNATA MEMORIA

XX GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO DÌ LIBERA

IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE.

LA VERITA’ ILLUMINA LA GIUSTIZIA

“La verità illumina la giustizia”, questo lo slogan scelto per XX Giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Libera per la XX edizione ha scelto l’Emilia Romagna, ha scelto Bologna.

La Giornata della Memoria e dell’Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie.

Circa 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

LOK_LETTURANOMI21MARZOOltre che le vittime innocenti delle mafie, quest’anno verranno ricordate, in accordo con le associazioni dei familiari , le vittime della strage del 2 agosto della Stazione di Bologna e le vittime della strage di Ustica, per le quali ricorre il 35esimo anniversario.

Ma nei giorni che precederanno la manifestazione del 21 marzo sempre a Bologna si ricorderanno le vittime del genocidio di Sebrenica, delle quali si celebrerà il 20 anniversario.

Vittime innocenti delle mafie e vittime delle stragi, oltre che dal ricordo e dall’impegno di tutti, sono legate dalla domanda di verità e giustizia che si alza forte ogni anno da parte dei loro familiari.

Ancora oggi, infatti, per il 70% delle vittime innocenti di mafie non è stata fatta verità e, quindi, giustizia. E lo stesso diritto alla verità è ancora oggi negato ai familiari di chi ha perso la vita nelle stragi.

UN LENTO PROCESSO DI AVVELENAMENTO

Da più parti si parla di processi di infiltrazione della mafie al nord, ma è un termine che purtroppo non fotografa con esattezza la situazione.

Occorre sostituirlo: siamo dinnanzi ad un avanzato processo di RADICAMENTO delle mafie nel Nord.

L’operazione “Infinito” in Lombardia, l’operazione “Minotauro” in Piemonte, il dossier “Aemilia” di Libera sull’Emilia Romagna lo indicano chiaramente.

Dal dossier prendiamo solo un dato: L’Emilia-Romagna è la prima regione del nord Italia per sequestri fatti ai boss.

I 448 beni sequestrati, dall’agosto 2013 al luglio 2014, rappresentano il 41% del valore totale dell’Italia settentrionale. In tutto il Paese, invece, la regione si posiziona al sesto posto.

E scopriamo che al Nord non ci sono anticorpi attivi capaci di contrastare la criminalità organizzata. Sia il dossier che le indagini dei carabinieri in Emilia evidenziano che in quella regione prosperosa, si sono fatti affari sul dopo terremoto.

Ci sono stati appalti pilotati, voti di scambio, patti tra ‘ndranghetisti camuffati da imprenditori e costruttori locali, si è sviluppato il business dei rifiuti speciali e purtroppo tanto altro deve ancora essere scoperto.

20 MARZO A BIELLA – XX GIORNATA DI LIBERA – LETTURA DI 1000 NOMI

Don Luigi Ciotti esprime molto bene questo concetto invitandoci a riflettere sul fatto che “abbiamo il dovere di riconoscere un’ingombrante e scomoda verità e cioè che le mafie sono presenti perché glielo abbiamo permesso. La mafia è così pericolosa anche per il nostro parlare a vuoto, il nostro promettere e non fare, il nostro immobilismo. La prima mafia da eliminare, è la mafia delle parole”.

Per questo Libera il 21 marzo ricorda a Bologna le vittime innocenti delle mafie:

– per ridare memoria e dignità a chi rischia di rimanere nell’oblio, nella consapevolezza;

– per ricordare chi ha pagato con la propria vita il coraggio della testimonianza e della coerenza;

– per tenere alta la consapevolezza della pericolosità delle mafie nella coscienza del Paese.

– per invitare tutti a muoversi e non solo a commuoversi.

Ma la lettura dei nomi non deve limitarsi ad uno sterile esercizio di memoria.

Ricordarli ad uno ad uno significa:

– assumersi pubblicamente l’impegno di seguirne l’esempio, ognuno per quello che può.

– non dimenticare che dietro questi nomi ci sono sofferenze che continuano ancora oggi.

Lo ricorda sempre Don Luigi Ciotti: “Non si devono dimenticare i “morti vivi” della mafia, coloro che vivono senza sapere la verità, come i familiari delle vittime, coloro che hanno assistito alle stragi, portando con sé un ricordo e una sofferenza incancellabili, coloro che sono privati della propria libertà perché testimoni di giustizia.

Rispetto a un tempo le mafie uccidono di meno, lasciano meno morti sulle strade. Non per sopraggiunti scrupoli morali, ma perché hanno capito che la violenza nuda e cruda è meno efficace dell’utilizzo di altri canali. Sono diminuiti i morti ammazzati, sono aumentati i “morti vivi”.

Per questi motivi andremo a Bologna.

Il XX anniversario diventa occasione per abbracciare nuovamente i parenti delle vittime e per incontrare il variegato e variopinto popolo di Libera.

Per chi non ha modo di venire a Bologna ci ritroveremo a Biella venerdì 20 marzo 2015 alle ore 18.00 sotto i portici del Comune di Biella per leggere i 1000 nomi.

Libera Biella invita tutti i Sindaci della Provincia, gli amministratori, le autorità e la cittadinanza a condividere la lettura. A tutti chiediamo di dare, per un minuto, la propria voce ad una speranza di impegno comune e condiviso nella difesa della legalità che ci permetta di arrivare ad un quella “verità che illumina la giustizia”.

LIBERA BIELLA – 18 marzo 2015