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L’ANTICORRUZIONE DELLE ISTITUZIONI E LA CITTADINANZA MONITORANTE:

MODELLI DI PREVENZIONE A CONFRONTO

 

Martedì 21 novembre –

Sala delle cerimonie interna al Ricetto di Candelo h. 21.00

intervengono:

Leonardo Ferrante (Gruppo Abele – Libera)

e Francesco Vignola – Avviso Pubblico

 

“La corruzione va anzitutto prevenuta, anticipandola prima che si compia, costruendo un apparato pubblico dalle mura di vetro, anzi di cristallo infrangibile, dove tutto sia osservabile e valutabile da tutti, ma con porte blindate per assicurare protezione dai ladri, rendendo il vivere collettivo (e la cosa pubblica) inospitale per i corruttori, inaccettabile ai corrotti, indisponibile alle mafie”.  Tratto da ANTICORRUZIONE POP – è semplice combattere il malaffare se sai come farlo – Edizioni Gruppo Abele.

Avvicinandoci aI 9 dicembre, Giornata Internazionale Contro la Corruzione istituita dalla Nazioni Unite nel 2003, Libera ed Avviso Pubblico promuovono una serata di confronto e dibattito sul tema “L’anticorruzione delle istituzioni e la cittadinanza monitorante: modelli di prevenzione a confronto“.

All’incontro che si svolgerà alle ore 21.00 di martedì 21 novembre a Candelo, presso la Sala delle cerimonie interna al Ricetto parteciperanno Leonardo Ferrante referente nazionale del settore Anticorruzione civica e cittadinanza monitorante di Libera e del Gruppo Abele  e Francesco Vignola referente per la formazione civile contro le mafie di Avviso Pubblico.

Biella 01 novembre 2017

Domenico Cipolat – Referente del Coordinamento di Libera Biella

Stefano Ceffa – Referente del Coordinamento biellese di Avviso Pubblico

25° ANNIVERSARIO STRAGE DI VIA D’AMELIO – 19 LUGLIO 1992

LIBERA BIELLA  – 19 LUGLIO 1992 – 19 LUGLIO 2017

STRAGE DI VIA D’AMELIO – 25° ANNIVERSARIO

Sono passati 25 anni dalla strage di Via D’Amelio dove persero la vita Il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Walter Cosina e Claudio Traina.

L’anniversario diventa occasione proprio partendo da una sua affermazione PARLATE DELLA MAFIA. PARLATENE ALLA RADIO, IN TELEVISIONE, SUI GIORNALI. PERÒ PARLATENE” per effettuare alcune brevi considerazioni su cosa è accaduto in questi anni e qual’ è lo stato dell’arte oggi.

Il bilancio dopo 25 anni, purtroppo, ha un sapore amaro.

Una prima conferma la troviamo nel rapporto annuale presentato nel giugno 2017 al Parlamento dalla Direzione Nazionale Antimafia, presieduta dal Procuratore Franco Roberti, fornisce un quadro poco confortante sullo stato della criminalità organizzata in Italia.

“Cosa nostra” sebbene profondamente colpita da arresti e confische, rimane strutturata sul territorio, possiede ancora sconfinate risorse economiche ed è riconosciuta per autorevolezza da vasti strati della popolazione.

“Camorra” coinvolge principalmente l’area metropolitana di Napoli, la Campania e le regioni limitrofe.  Presenta un quadro in parte eterogeneo e fluido: a gruppi criminali ben strutturati e consolidati su determinati territori si affiancano aggregazioni caratterizzate da frequenti mutamenti, nella composizione, nelle alleanze e nelle contrapposizioni, espressione della frammentazione e della fluidità del contesto criminale ove operano. Siamo sicuramente di fronte ad una situazione di “elevato pericolo per l’ordine pubblico resa ancor più grave dai protagonisti di questi scenari, spesso nuove leve criminali: killer giovanissimi che si caratterizzano per la particolare ferocia che esprimono ed agiscono al di fuori di ogni regola”.

“‘Ndrangheta è “presente in tutti i settori nevralgici della politica, dell’amministrazione pubblica e dell’economia”, dal nord al sud d’Italia, ed è forte anche in diversi Paesi europei, in America e in Australia.

Alcune indagini hanno inoltre rivelato la elevata capacità di fare dei più importanti scali portuali i punti di sbarco di stupefacenti, nonchè un rapporto sempre più stretto tra la ‘ndrangheta, esponenti di rilievo delle Istituzioni e professionisti.

Al nord desta particolare preoccupazione il tentativo dell ‘ndrangheta di inserirsi nella realizzazione delle grandi opere, tra cui, in passato, i lavori legati ad Expo 2015, ed oggi la Tav ed il Terzo Valico.

 

Una seconda conferma riguarda il Piemonte. L’ ‘ndrangheta emerge con l’operazione Minotauro a Torino del 2011 in cui apparentemente il biellese sembrava essere rimasto un’isola felice, non toccata dal problema. Così non è.

 

BENI CONFISCATI NEL BIELLESE

Nel luglio 2014 la DDA di Milano dispone un provvedimento di sequestro nei confronti di due fratelli Rocco e Domenico Cristodaro, rispettivamente di 47 e 43 anni, “commercialisti” vicini al gruppo mafioso dei Mangano, con diversi uffici in Lombardia sparsi tra Crema e il capoluogo meneghino.

L’operazione portata a termine dalla Guardia di Finanza di Crema, in collaborazione con i carabinieri di Milano su delega della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) porta nel 2016 alla confisca di decine di beni anche nel nostro territorio.

In particolare, gli immobili confiscati nel biellese sono composti da sette beni tra appartamenti e case, un box (a Valle San Nicolao), quarantatrè appezzamenti tra boschi, frutteti, terreni agricoli tra Valle Mosso e Strona, oltre ad una tenuta a Valle Mosso.

 

LA ‘NDRANGHETA NEL BIELLESE – OPERAZIONE ALTO PIEMONTE

A seguito di indagini condotte a partire dal 2010 dal GICO della Guardia di Finanza di Torino, Squadra Mobile di Torino e di Biella per il grave tentato omicidio occorso nel luglio 2010 a Volpiano a danno di un imprenditore, Tedesco Antonio, gli inquirenti individuano una cellula ‘ndranghetista (esponenti della cosca Raso-Gullace-Albanese) operativa nel territorio dell’alto Piemonte. Si parla convenzionalmente del “locale di Santhià” sulla base di una conversazione intercettata nel 2010.

Nel luglio 2016 a seguito di una maxi operazione coordinata dalla Procura di Torino vengono arrestate 18 persone e sequestrati numerosi immobili anche nel Biellese.

I capi di imputazione contestati sono: associazione mafiosa armata e concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamenti aggravati, incendi, sequestro di persona e un tentato omicidio aggravato.

Le indagini hanno accertato condizioni di evidente assoggettamento e omertà dimostrate anche da reticenze e assenze di denunce di fatti emersi grazie alle operazioni di intercettazione telefonica e ambientale.

Sono state evidenziate ipotesi di vera e propria guardiania verso locali di intrattenimento notturno, soggetti a protezione mafiosa, i cui gestori tuttavia hanno negato di essere vittime di estorsione, respingendo rapporti con i prevenuti che le operazioni tecniche hanno invece dinostrato con certezza.

La sentenza di primo grado è stata emessa lo scorso 3 luglio dal Tribunale di Torino con 13 condanne, comprese tra i 3 e i 15 anni di reclusione.

Dei principali imputati della zona, che hanno scelto il rito abbreviato, la pena maggiore è stata inflitta a Diego Raso, 37 anni, di Dorzano: 14 anni e 11 mesi di reclusione.

Per i pubblici ministeri, Monica Abbatecola e Paolo Toso, Diego Raso era il boss emergente della cosca.

A suo carico sono stati contestati innumerevoli episodi criminosi, nei quali l’uomo sarebbe stato aiutato dal fidato braccio destro Antonio Miccoli, 38 anni, abitante a Cavaglià.

Per Miccoli la condanna è stata 10 anni di reclusione; condannati anche Giovanni Raso, detto Rocco, 54 anni, di Dorzano (otto anni e 7 mesi di reclusione), Enrico Raso, 45 anni, di Cavaglià (nove anni e tre mesi di reclusione), un altro Giovanni Raso, 49 anni, di Dorzano (sette anni e sette mesi di reclusione), e Giuseppe Avenoso, 58 anni, anche lui di Cavaglià.

Cade il velo di una terra biellese non toccata dalle mafie. I fatti sono chiari: la linea della palma di Leonardo Sciascia ha raggiunto anche il nostro territorio.

Dal ricordo collegato a questo 25° anniversario della morte dei giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone può solo rafforzarsi la voglia di proseguire, ad occhi lucidi e consapevoli, il contrasto alle mafie ricordando una frase del giudice Antonino Caponnetto, capo del Pool antimafia di Palermo, di quegli anni: “LE BATTAGLIE IN CUI SI CREDE NON SONO MAI PERSE”.

18 Luglio 2017 – Osservatorio Libera Biella – Presidio Springer Azoti

LIBERA BIELLA – CASCINA CACCIA – FORMAZIONE REGIONALE – MAGGIO 2017

Posted by Libera Biella on Sunday, June 11, 2017

BIELLA – DECIMO ANNIVERSARIO PRESIDIO SPRINGER AZOTI

comunichiamo che il Presidio SPRINGER-AZOTI di Libera Biella compie dieci anni in questi giorni.
Il Presidio è dedicato ad Elisa Springer, ebrea di origine austriaca, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz ed a Nicolò Azoti, sindacalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1946 e padre di Antonina Azoti.
E’ un traguardo importante per la nostra rete e per noi.
Venerdì 12 maggio 2017, saranno con noi per questo anniversario: Antonina Azoti e Don Luigi Ciotti

Libera Biella

XXII GM – BIELLA alcuni dei 60 luoghi che hanno celebrato il 21 marzo 2017

21 marzo 2017 – Alcuni dei 60 luoghi che, a Biella, hanno celebrato la XXII Giornata della Memoria e dell'Impegno di Libera

Posted by Libera Biella on Sunday, April 2, 2017

FIACCOLATA A BIELLA – VENERDI 24 MARZO

25mila a Locri, 8.000 a Verbania dei quali 250 provenienti da Biella e mezzo milione in tutta Italia. Questi sono i numeri della marcia organizzata da “Libera” e “Avviso Pubblico” per la Giornata della Memoria e dell’Impegno delle vittime innocenti di mafia.

In testa al corteo di Locri i familiari delle vittime reggevano lo striscione di Libera con lo slogan della Giornata di quest’anno: “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza“. Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. A Verbania tanti gli striscioni presenti e quello di Libera Biella lo portava un gruppo di giovani migranti, a dimostrazione che questa Giornata serve anche a dare voce a chi non ne ha.

Ma non di gente qualunque era piena Verbania, ma di ragazzi, studenti e adulti che credono e sperano in un domani diverso, in un cambiamento concreto e in un Paese libero dall’oppressione mafiosa.

Più volte lungo il corteo e in piazza Garibaldi ci siamo emozionati. Gli incontri con i tantissimi amici di Libera sparsi per il Piemonte, lo sguardo dei tanti cittadini con i volti emozionati nel vedere tante persone e infine i bambini che hanno accompagnato lungo il cammino tutti i manifestanti applaudendo il corteo o esponendo cartelloni con scritte e disegni contro le mafie. Sono loro i ragazzi di domani: la nostra speranza è quella di consegnare loro un Paese libero dalle mafie, dove le città sono amministrate da politici corretti, dove possono crescere da uomini liberi, con dignità, consapevolezza e senso critico. Siamo tornati a Biella con questa speranza nel cuore.

Sappiamo che molte sono le persone che non sono potute venire ma che desiderano condividere questo momento che coniuga Memoria, Impegno e Speranza. Per quelli che non hanno avuto modo di partecipare alla XXII Giornata a Verbania, Libera ed Avviso Pubblico organizzano venerdì 24 marzo a Biella, alle ore 20.30,  una fiaccolata che, partendo dai portici del Comune, raggiungerà la Sala Consigliare della Provincia dove verranno letti i nomi delle vittime innocenti delle mafie.

In caso di pioggia la fiaccolata non si effettuerà e ci ritroveremo direttamente nella Sala Consigliare della Provincia alle 20.45.

Domenico  Cipolat – Libera Biella

ABITARE I MARGINI – LIBERA BIELLA – PRIMAVERA 2017

Corso di formazione al quale hanno aderito 80 insegnanti di ogni ordine di scuola

“INTEGRAZIONE E INCLUSIONE DEGLI STUDENTI STRANIERI”

Promosso da: LIBERA – CARITAS – CISV – I.I.S. “GAE AULENTI”

L’educazione interculturale

La presenza di alunni stranieri è un dato ormai strutturale del nostro sistema scolastico. La maggior parte sono figli di immigrati (seconda generazione), ma molti sono i neo arrivati. Si pone per tutti un problema di integrazione e inclusione: temi sui quali la scuola italiana è attraversata da esperienze positive ma anche da preoccupazioni. Alla scuola viene richiesto, in questi anni, uno sforzo educativo aggiuntivo, una educazione interculturale volta ad attrezzare l’attività didattica facendo in modo che la presenza dello “straniero” diventi un’opportunità e un’occasione di cambiamento. L’educazione interculturale, per essere tale, non può limitarsi alla logica della semplice assimilazione, ne tanto meno coltivare solo quella di una “chiusa convivenza” tra comunità etniche differenti, deve invece promuovere percorsi di dialogo, confronto tra culture e apertura a tutte le differenze, favorendo strategie di integrazione degli alunni immigrati, superando le paure e assumendo la conoscenza “dell’altro” come “modello” educativo.

Percorsi di integrazione nella scuola

I minori stranieri, come quelli italiani, sono innanzitutto persone e in quanto tali, titolari di diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale. L’educazione interculturale costituisce lo sfondo da cui prende avvio la titolarità di questi diritti e di questi doveri. Di fatto la scuola è il luogo centrale per la costruzione e condivisione di regole comuni. A scuola si esercita una pratica educativa di vita quotidiana basata sul rispetto delle forme democratiche di convivenza e si trasmettono i saperi indispensabili alla formazione della cittadinanza attiva. Per gli studenti stranieri nati in Italia l’ostacolo linguistico, che rappresenta uno dei problemi maggiori per l’inserimento in una classe e per il percorso di apprendimento nei primi anni, è quasi sempre superato, anche se per diverse ragioni non assicura uno sviluppo automatico delle competenze linguistiche necessarie al proseguimento degli studi nel secondo ciclo.

 

LIBERABIELLA, CARITAS, CISV, E L’ I.I.S. “GAE AULENTI”, per quanto sopra indicato hanno promosso un corso di formazione rivolto agli insegnanti di tutti gli indirizzi scolastici del territorio biellese avvalendosi del contributo di sociologhi, ricercatori ed esperti multimediali.

ARTICOLAZIONE: quattro incontri di tre ore dalle 16,30 alle 19,30 presso Aula Magna dell’IIS “Gae Aulenti” (Ex V. Rubens)- Viale Macallè 54 – 13900 Biella

OBBIETTIVO :         riflettere insieme cercando strumenti per favorire, in classe, l’integrazione e l’inclusione dei giovani stranieri.

CALENDARIO:

06 marzo lunedì – “Il clima di accoglienza in classe”

Prof. Domenico Chiesa – Ricercatore CIDI – Torino

 

14 marzo martedì – “Vivere ed educare in una società multietnica”

Prof. Aluisi Tosolini – Coordinatore della rete nazionale delle Scuole di Pace – Parma

 

05 aprile mercoledì – “La scuola può essere il luogo dell’integrazione”

Dott.ssa Deborah Erminio – Sociologa – referente Caritas / Migrantes – Savona

 

27 aprile giovedì – “Integrazione e scuola: lo sguardo critico del cinema”

Prof. Italo Spada – Docente di Scienza della Comunicazione Audiovisiva – Roma

BIELLA – SETTE COMUNI ADERISCONO AD AVVISO PUBBLICO

Costituito a Biella il Coordinamento Provinciale di “Avviso Pubblico”

Venerdi 24 febbraio 2017 è nato a Vallemosso, presso la sala Biagi, il Coordinamento biellese di Avviso Pubblico. L’associazione che conta più di 360 soci tra Comuni, Unioni di Comuni, Province e Regioni è nata nel 1996 con l’intento di collegare ed organizzare gli amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella pubblica amministrazione e sui territori da essi governati.

Negli anni passati Libera Biella ha promosso con gli amministratori comunali incontri di conoscenza ed approfondimento su queste tematiche ed una maggiore attenzione era emersa quando, nel 2015, si è venuti a conoscenza che anche nel biellese la criminalità organizzata era presente.

Lo confermavano le decine di beni sequestrati e confiscati alle mafie in Provincia.

Significativo è stato l’incontro, organizzato da Libera Biella e da alcuni sindaci, con Roberto Montà, sindaco di Grugliasco e Presidente di Avviso Pubblico avvenuto la scorsa primavera presso la sala delle Colonne del Centro Territoriale per il Volontariato a Biella. A partire da quel momento, sono iniziate le prime adesioni ad Avviso Pubblico di amministrazioni comunali del territorio.

In numerosi amministratori si è gradualmente sedimentata la consapevolezza che temi quali la formazione dei quadri amministrativi, il contrasto al gioco d’azzardo, la lotta alla corruzione, l’immigrazione, i rapporti tra politica e cittadini potevano essere meglio affrontati e governati se guidati da percorsi condivisi e comuni tra le diverse amministrazioni.

Queste alcune delle ragioni che hanno spinto i sindaci dei comuni di Bioglio, Candelo, Casapinta, Mongrando, Occhieppo Superiore, Vallemosso e Vigliano Biellese ad aderire ad Avviso Pubblico e partecipare, con il contributo di Libera Biella, ad un incontro operativo con Diego Sarno, referente regionale di Avviso Pubblico, nel corso del quale si è formalmente costituito il coordinamento provinciale nominando quale responsabile il Sindaco di Bioglio Stefano Ceffa.

Il primo appuntamento sarà la celebrazione della XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si svolgerà martedì 21 marzo a livello nazionale a Locri in Calabria e a livello regionale a Verbania. Per quanto riguarda il nostro territorio, Libera Biella segnala che la data per la fiaccolata e la lettura dei nomi è fissata per venerdì 24 marzo.

Biella 26 febbraio 2017

Domenico Cipolat

LIBERA BIELLA – 70° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE DI NICOLO’ AZOTI

70° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE DI NICOLO’ AZOTI

 “In più di vent’anni di Libera ho conosciuto tante persone che hanno vissuto quello che racconta Antonina Azoti. Persone che mi hanno dato tanto, fatto toccare con mano la dignità e la forza d’animo di cui è capace un essere umano quando la sua vita precipita nel buio di un dolore incolmabile. E che mi hanno fatto capire cosa sono le mafie. Certo è importante studiarle, documentarsi, approfondire. Ma la violenza e la disumanità delle organizzazioni criminali, le si coglie appieno conoscendo chi ne è stato colpito negli affetti più cari, schiacciato da una sofferenza che non chiede solo ascolto, ma anche – accade purtroppo nella maggior parte dei casi – verità e giustizia.Don Luigi Ciotti

 

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Con queste parole tratte dalla prefazione di Don Ciotti al libro “Ad alta voce” storia del lento e orgoglioso percorso di riscatto di Antonina, Pinuccio e della loro madre (scritto appunto dalla figlia Antonina), Libera Biella vuole ricordare l’uccisione del sindacalista Nicolò Azoti avvenuta il 21 dicembre 1946 e di cui cade il 70° anniversario mercoledì prossimo.

Il libro “Ad alta voce” racconta la vita della famiglia Azoti dai tempi della povertà, a seguito dell’uccisione del padre, al lavoro come maestra di Antonina, dopo tanti sacrifici, fino al giorno in cui, davanti a tutta Palermo radunata per onorare la morte del giudice Falcone, Antonina sale su un palco e racconta ad alta voce l’orgoglio di essere figlia di Nicolò Azoti, caduto per promuovere i diritti dei braccianti, dimenticato insieme ad altri trentanove sindacalisti uccisi nell’immediato dopoguerra. È l’inizio del processo di riabilitazione pubblica del padre. Nel suo libro Antonina parla soprattutto dell’uomo che tanto presto mancò alla sua giovane moglie e della famiglia resa orfana. Racconta la notte del delitto vissuta da due bambini in tenerissima età, la sua sofferenza e la sue triste infanzia nel tentativo continuo di instaurare un rapporto, anche solo immaginario, con un padre che tutti le avevano fatto credere colpevole della sua stessa fine, per non essersi fatto i fatti suoi.

Antonina con questo libro recupera suo padre da quella terra dell’oblio nella quale era stato relegato e lo precisa con lucida chiarezza  quando afferma: “… col passare del tempo mi rendevo conto che tale memoria non poteva e non doveva restare un fatto privato e personale. L’uccisione di mio padre non era stato una caso di regolamento di conti, ma andava inscritta in un progetto criminale molto più ampio: azzerare i cambiamenti e distruggere, sul nascere, quei principi di giustizia e democrazia che avrebbero dato dignità ai lavoratori

A Biella nel 2007, al Vaglio Rubens, grazie ai percorsi sulla memoria svolti in quegli anni, nasce il Presidio di Libera che prende un doppio nome: “Elisa Springer e Nicolo Azoti”. La prima sopravvissuta all’inferno di Auschwitz e il secondo vittima della mafia.

Non possiamo tralasciare il ringraziamento di Antonina al Presidio di cui riportiamo uno stralcio: “La fondazione del Presidio di Libera “Elisa Springer – Nicolò Azoti” è per tutti la dimostrazione concreta e tangibile del valore che voi date alla Memoria. Per questo vi sono e vi sarò grata, adesso e sempre. Che io, figlia, sia impegnata perchè Nicolò Azoti (e gli altri) sia conosciuto, ricordato e consegnato alla storia, dopo oltre mezzo secolo di non conoscenza o, peggio, di voluta dimenticanza, è normale, direi, naturale.

Che siate voi, studenti di Biella (e non di Palermo) a sposare la stessa causa attraverso un’iniziativa nata e realizzata da voi nel lontano Piemonte, dimostra che avete scelto un percorso di crescita che fa vostro lo stesso obiettivo. E questo è eccezionale !!! Grazie ragazzi, rappresentate una realtà fuori dal comune.”

Domenico Cipolat – Referente Libera Biella

Maria Luisa Bonicatti – Referente del Presidio Springer – Azoti

 

NICOLO’ AZOTI –

 Nicolò Azoti nacque a Ciminna in provincia di Palermo, il 13 settembre del 1909 da Melchiorre e da Orsola La Dolce ed era il quarto di sette figli.

Nel 1917, quando la sorella maggiore Ninetta fu chiamata a svolgere la professione di ostetrica o Baucina, tutta la famiglia si trasferì mettendo radici nella nuova residenza. Nel 1918, quando il padre morì Nicolò era un bambino di appena nove anni. Nonostante la giovanissima età era già in grado di eseguire brani musicali da solista con diversi strumenti ed il maestro del corpo bandistico di Baucina, Francesco Genovese, doveva tenerlo alto sulle braccia perché raccogliesse gli applausi della folla incredula.

Si dedicò all’ebanisteria, attività che gli permetteva di soddisfare la sua creatività. Era un uomo eclettico e ricco di interessi: musica, canto, sport fisico, caccia, lavoro e amici riempivano la sua vita. Partecipò alla seconda guerra mondiale e alla colonizzazione dell’Africa. Nel 1939 sposò Antonina Mauro da cui ebbe due figli:Giuseppe ed Antonella.

Fu proprio in quegli anni, in quei difficili anni ’40 che il suo impegno si concentrò sulle condizioni di vita dei contadini e dei lavoratori in genere, impegnandosi per la riforma agraria in Sicilia, auspicando leggi più giuste che riconoscessero e garantissero, ai lavoratori, diritti e dignità fino ad allora negati e calpestati.

Divenne Segretario della Camera del Lavoro di Baucina, fondò l’ufficio di collocamento, progettò lo costituzione di cooperative agricole.

Ma le sue idee innovative e rivoluzionarie troppo contrastavano con il consolidato sistema feudale che in esse vide un’insidia pericolosa. Pertanto, come sarebbe stato fatto per altri sindacalisti, fu colpito la sera del 21 Dicembre del 1946 alle ore 23 circa, mentre, accompagnato da due amici, percorreva la strada che dalla Camera del Lavoro lo portava a casa.

Morì dopo due giorni di agonia lasciando la moglie trentenne e i figli in tenerissima età.

17 OTTOBRE 2016 – GIORNATA MONDIALE CONTRO LA POVERTA’ – LIBERA BIELLA

LA LOTTA ALLA POVERTÀ È INNANZITUTTO UNA LOTTA CONTRO LE DISUGUAGLIANZE.

E fondamentale arginarla.01_gm_poverta_2016_lok_a4_new

Nel mondo i dati elaborati da OXFAM indicano che alla fine del 2016, l’1% della popolazione mondiale possiederà più del restante 99%. Un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno e 1 su 9 non ha nemmeno abbastanza da mangiare.

In Italia dal recente rapporto sulla povertà pubblicato da Caritas emerge che da sette anni è in aumento esponenziale: “si è passati, infatti, da 1,8 milioni di persone povere nel 2007 (il 3,1% del totale) a 4,6 milioni del 2015 (il 7,6%)”.

Caritas denuncia la “presenza quantitativamente significativa dell’indigenza” precisando che “non è più circoscritta solo ad alcune sue componenti ma oggi tocca l’intera società italiana”.

“Nonostante questo – rileva il Rapporto – il nostro Paese resta l’unico in Europa insieme alla Grecia ancora privo di una misura nazionale universalistica contro la povertà assoluta rivolta a chiunque si trovi in questa condizione”.

Su questo del reddito minimo ci confronteremo lunedì sera alle 20,44 presso la casa dei Popoli e delle culture di Via Novara 4 a Biella, in concomitanza con la Giornata mondiale per l’eradicazione della povertà nel mondo proclamata dall’ONU.

Libera Biella